Uriel Schmid-Tèllez • Febbraio 1-20.2021
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Colori distribuiti per griglie. Costretti ad occupare ognuno la propria cellula. Campioni discreti, distillati da qualsiasi contaminazione grazie a un ordine proporzionale, preciso e riproducibile. Neutri nella loro separazione. L’elemento più passionale della pittura, ridotto a una sequenza rigorosa ed essenziale. Che dire del colore in sé, ha un senso?
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I colori di Uriel Schmid-Téllez (Lugano, 1995) sono indifferenti alle nostre aspettative. Il loro compito non è certo quello di sedurci o di farci trasportare in una dimensione immaginaria oltre il quadro. Al contrario, ci tengono ben ancorati alla tela, alla sua superficie. L’unico piano visivo è il colore puro. Oltre c’è solo il telaio e l’intonaco del muro.
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Tutto quello che succede nella pittura di Schmid-Téllez avviene in questo sottile strato di colore.
Qui la sua stessa indifferenza diventa una sorta di perfezione e di forza, le parti discrete si avvicinano, si fondono, creando forme organiche, vagamente vegetali, ricostruendo un continuo.
Le forme subiscono una pressione dinamica – una ritmica imposta dall’artista. Le forze di attrazione e di repulsione generano un movimento interiore al quadro: un movimento statico, di conseguenza ancora più intrattenibile. Il ritmo del colore.
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Progetto: Uriel Schmid-Tellez. Testo: Yulia Tikhomirova. Curatela: TIST.